Gli attentati di Parigi

La sera del 13 novembre 2015 un gruppo di terroristi islamici appartenenti all’ISIS hanno attaccato in più punti la città di Parigi, facendosi esplodere e provocando la morte di 129 persone. Uno dei terroristi si è fatto esplodere di fronte allo stadio dove si giocava la partita Francia-Germania, un secondo vicino a un locale del centro città e gli altri all’interno del Bataclan, il teatro dove si stava esibendo il gruppo musicale degli Eagles of Death Metal.

Durante gli attentati alcune persone sono state anche prese in ostaggio.

Nei giorni successivi, la polizia francese ha fatto irruzione in un appartamento dove si erano rifugiati altri i terroristi. Due di essi sono fuggiti, alcuni sono morti e una ragazza si è fatta esplodere.

L’ideatore dell’attentato multiplo sarebbe Abdelhamid Abaaoud, che è riuscito a fuggire con  Salah Abdeslam.

Il lunedì successivo agli attentati, in classe abbiamo discusso di questo fatto. Nello spazio che di solito usiamo per le notizie dal mondo abbiamo appeso l’articolo di giornale, e poi la prof. come prima cosa ci ha invitato a riflettere su quali fossero state le nostre emozioni nel momento in cui abbiamo saputo degli attentati. Ciascuno di noi ha parlato di sé e di ciò che ha provato: paura, dispiacere, terrore, incredulità, odio, tristezza, panico, empatia.

WP_20151116_09_49_11_Pro

Poi abbiamo parlato di che cos’è l’ISIS, del fatto che la religione musulmana non ha nulla a che fare con il terrorismo, della guerra in Siria. La prof. ha risposto alle nostre domande e alla fine abbiamo ragionato su quali dovessero essere le parole per il futuro. La più importante per noi è DIALOGO.

Abbiamo scritto tutto questo su un cartellone, che teniamo appeso in classe e che sarà aggiornato man mano che scaturiranno nuove domande e nuove riflessioni.

 

 

Annunci

SOS MATO GROSSO

Salve a tutti!

Oggi siamo qui per parlarvi degli incontri che stiamo facendo con l’ Associazione Mato Grosso.

L’Operazione Mato Grosso è un movimento di volontariato che svolge un insieme di attività in America Latina per aiutare i più bisognosi.

L’ Operazione Mato Grosso nasce in val Formazza (Ossola) nel 1967, quando un gruppo di giovani decide di andare in Brasile, nello stato del Mato Grosso, per costruire una scuola. Al rientro in Italia sentono il desiderio di proseguire la loro attività di carità e iniziano ad organizzarsi in gruppi per continuare ad aprire nuove spedizioni sostenendole con il ricavato dei loro lavori.

I giovani realizzano lavori di gruppo durante i giorni della settimana e, nei fine settimana, campi di lavoro. Questi ultimi vedono i giovani impegnati in raccolte di carta.

Le attività sono realizzate grazie ai campi di lavoro, alle attività dei gruppi adulti ed alla carità di gente generosa. In America Latina ci sono numerose spedizioni dove i volontari Operazione Mato Grosso giovani, famiglie, sacerdoti realizzano attività nel campo educativo, religioso, sanitario, agricolo e sociale in generale. I volontari offrono il loro lavoro in forma completamente gratuita e ogni estate partono verso le missioni gruppi di giovani per un periodo di 6 mesi.

Giovedì 19 e giovedì 26 novembre abbiamo incontrato due rappresentanti dell’Associazione, Matteo e Marta, e abbiamo iniziato a ragionare insieme sulla povertà attraverso dei “giochi”.

WP_20151119_09_36_06_ProNel primo incontro abbiamo svolto un’attività di gioco per conoscerci meglio

Dovevamo scrivere su un foglietto delle caratteristiche di noi stessi e le cose che ci piacciono (e che non ci piacciono). Dopo di che abbiamo mischiato i foglietti e abbiamo indovinato di chi si stava parlando.

Alla fine del gioco ci hanno parlato, attraverso video e immagini, di ciò che si occupano nei paesi del Perù.

Nel secondo incontro abbiamo fatto un ulteriore gioco di ruolo a gruppi. Ogni gruppo interpretava uno stato, che doveva produrre i soldi necessari al proprio sostentamento realizzando delle forme geometriche precise.

Tutti i gruppi avevano a disposizione penne e fogli colorati ma non tutti possedevano i righelli, le forbici e il compasso, indispensabili per ricreare perfettamente le forme “canone” date da Matteo e Marta, che rappresentavano la banca.

WP_20151126_09_23_49_Pro

Le forme erano: i rettangoli rossi che, se disegnati perfettamente, valevano €30, i triangoli azzurri, che valevano €50 e i cerchi verdi che valevano €100. Disegnando le figure in modo preciso si guadagnavano i soldi con cui si potevano comprare oggetti per aumentare il proprio capitale.

WP_20151126_09_39_27_ProLa squadra che alla fine del gioco aveva più soldi vinceva.

Le squadre che non avevano a disposizione gli attrezzi necessari hanno dovuto trovare delle soluzioni per risolvere il loro problema. Hanno chiesto aiuto o hanno proposto il baratto, si sono trovati in seria difficoltà e hanno perso, ma senza una vera responsabilità. Quelli che invece avevano tutto a disposizione fin dall’inizio si sono sentiti forti e hanno vinto, ma senza un vero merito.

In seguito abbiamo riflettuto sul nostro comportamento durante il gioco ed eravamo tutti d’accordo nell’affermare che eravamo stati molto più attenti al denaro che alle persone e ai loro bisogni.

Questo gioco ci è stato proposto per farci riflettere su come esistono paesi poveri e paesi ricchi e su come ci possono essere relazioni più solidali, tra gli stati così come tra le persone.

Questo era il nostro articolo, vi lasciamo i link dei siti dell’ Operazione Mato

Grosso qui sotto.

Grazie e arrivederci 😉

LINK di approfondimento

Sito Ufficiale Mato Grosso: http://www.donbosco3a.it/Home/LOMG/tabid/1218/Default.aspxhttp://www.donbosco3a.it/Home/LOMG/tabid/1218/Default.aspx

Pagina Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Mato_Grosso

Benvenuti!

Benvenuti sul blog della classe 2C2 della scuola secondaria di primo grado “Sandro Pertini” di Vercelli.

Abbiamo deciso di aprire questo blog per condividere le attivà che svolgiamo in classe, le nostre idee, le nostre passioni e tutto ciò che ci rappresenta.

E’ per noi importante comunicare tutto ciò che facciamo e per fare capire che oltre al lavoro frontale si può lavorare in gruppi grandi o piccoli; pensiamo che ognuno possa essere protagonista del proprio apprendimento e che possa produrre quei contenuti che di solito vengono forniti dall’insegnante o dai libri.

Vi invitiamo, quindi, a leggere i nostri articoli e, se vi saranno piaciuti, a promuovere il nostro blog, parlandone ai parenti e agli amici e a inviarci dei commenti.

LIKE & STAY ACTIVES