Riflessioni di fine quadrimestre

Ciao a tutti,
oggi vi parleremo della riflessione di fine quadrimestre che abbiamo fatto in classe, durante la 31esima ora, venerdì 19 febbraio.

Premettiamo subito che la nostra classe ha una particolarità: le prof. di italiano e matermatica ci hanno dato la possibilità di avere, in alternativa al voto numerico, una valutazione dialogica. All’inizio dell’anno abbiamo cioè potuto scegliere se continuare ad avere il solito voto o, appunto, una valutazione dialogica.
Ma che cos’è questa valutazione dialogica? Beh, non è nient’altro che una comunicazione scritta in cui le prof. ci spiegano gli errori, se abbiamo raggiunto gli obbiettivi, nel caso, che cosa ce lo ha impedito e perché no? ogni tanto ci fanno anche qualche complimento e ci incoraggiano (se volete saperne di più potete leggere il blog della prof. Vergerio).

All’inizio dell’anno alcuni di noi hanno deciso di sperimentare la comunicazione con l’idea di verificarne la validità alla fine del primo quadrimestre. Il primo quadrimestre si è da poco concluso e quindi, come stabilito, abbiamo fatto la riflessione tutti insieme.

WP_20160223_12_44_09_ProSu dei post-it gialli abbiamo scritto una cosa positiva e una negativa sulla nostra scelta di valutazione, sia per la valutazione dialogica sia per il voto numerico, e poi ognuno ha letto ai compagni la propria riflessione. Inoltre sul retro del post-it ognuno ha disegnato una bilancia: su un piatto della bilancia abbiamo messo l’elemento positivo sull’altro quello negativo, rappresentando graficamente quale dei due elementi pesasse di più e quindi determinasse la scelta di proseguire con la valutazione precedente o cambiarla per il quadrimestre successivo.

Tutti i post-it sono stati attaccati su un cartellone. Ciò che maggiormente è piaciuto a chi aveva optato per la valutazione dialogica è stato uaver potuto uscire dalla logica del voto come elemento di competizione e avere avuto maggiori dettagli sugli errori e sul metodo di studio migliore da utilizzare. Chi invece ha preferito il voto numerico ha sottolineato l’importanza di sapere con precisione il livello della propria preparazione.

Alla fine della riflessione, tre di noi hanno deciso di modificare la loro scelta passando dalla comunicazione al voto numerico e uno dal voto numerico alla comunicazione.

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L’ hacker della c2

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Siamo forse stati hackerati da Anonimus???

Da qualche tempo a questa parte abbiamo notato la presenza di alcuni articoli di provenienza sconosciuta.

Hater o Hacker? Forse un Winnie The Pooher al quale non è piaciuto l’uso improprio della sua canzoncina preferita? O Victoria Justice che non vuole comparire sul nostro blog?

Lo scopriremo nella prossima puntata di “Mistero in C2″… Nel frattempo diffidate delle parodie e di tutto ciò che vi sembra inadatto a un blog di classe.

 

 

Alice in Estonia

Dall’ 11 febbraio al 15 febbraio la nostra compagna Alice ha partecipato ai campionati europei di ginnastica estetica a Tartu in Estonia!

La ginnastica estetica è una disciplina simile alla ginnastica ritmica in cui non si usano gli attrezzi e si gareggia sempre in squadra. Le squadre devono essere composte da non meno di 6 atlete e non più di 9.

Alice  ha gareggiato nella squadra della Pro Vercelli, una squadra costituita da poco tempo ma che promette grandi cose per il futuro.

Siamo molto orgogliosi di averla come compagna di classe e le auguriamo un futuro da ginnasta!

Ecco l’ esercizio di Alice

e l’ intervista che le abbiamo fatto al suo ritorno dal blog della prof. Vergerio

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Giornata della memoria #2

Per la giornata della memoria, la nostra scuola ha organizzato di andare a vedere un film su questo argomento.
Alle 9.30 del mattino, dopo 1 ora e mezza circa di lezione, abbiamo preso le cose necessarie per il tragitto e ci siamo recati al cinema Italia, accompagnati dalla professoressa Cristiana Cau.
Dopo aver acquistato pop-corn, caramelle e bibite, siamo entrati in sala per l’inizio del film.
Il film che abbiamo visto si intitola “Il labirinto del silenzio”. La storia è ambientata nel periodo in cui finalmente la guerra era finita ma in Germania i nazisti erano ancora liberi e tutto taceva.
Un avvocato, insieme a dei colleghi e a due amici, riesce attraverso prove e testimoni a scoprire e denunciare tutto ciò che era successo anni prima ad Aushwitz e a far processare i criminali coinvolti nello sterminio.

Quando inizia a scoprire la verità, il protagonista si sente indignato per il suo popolo e gli sembra assurdo che nessuno voglia credere a ciò che è accaduto. In effetti però è costretto a constatare che i nazisti coinvolti in atrocità e assassini vivono una vita normale e tranquilla, in apparenza senza sensi di colpa. Quando riesce a far aprire il processo si sente fiero di sé e responsabile per l’esito del processo.

Questo film ci ha aiutato a capire quanto è stato brutto quello che è successo agli ebrei  e ci ha colpito molto l’esperienza di un uomo detenuto ad Aushwitz che ha raccontato la storia delle sue gemelle, vittime degli esperimenti del dottor Mengele.