La 2C1

L’8 aprile 2016 a Milano le classi 2C1 e 2B hanno ricevuto dalle mani dell’archietetto Riccardo Blumer il primo premio del concorso “Redesign your school”, bandito dalla Triennale. Il concorso era finalizzato a valutare idee originali per ripensare e riprogettare gli spazi di apprendimento. E’ stata una grande soddisfazione raggiungere un tale obiettivo a livello nazionale.

Ecco due relazioni del lavoro svolto.

La relazione di Marco Salafia, classe 2C1

Nel primo quadrimestre di scuola, noi, classe 2° C1, abbiamo lavorato a un concorso bandito dalla ” Triennale di Milano” (una celebre università). La consegna era di riprogettare la nostra aula ideale e il lavoro è iniziato con grande entusiasmo.

Per prima cosa abbiamo fatto un’ esperienza sensoriale, ovvero ci siamo bendati e, con un nostro compagno che ci assicurava la sicurezza, siamo andati in giro per la scuola e in giardino. In seguito abbiamo dovuto compilare una scheda su come ci eravamo sentiti facendo quella esperienza.

Qualche giorno più tardi, abbiamo dovuto completare un questionario (individualmente), nel quale dovevamo descrivere la nostra aula. Dopo il questionario abbiamo cercato su delle riviste di architettura, opere architettoniche che ci ispiravano; le abbiamo descritte e poi esposte alla classe.

Successivamente, dopo un paio di giorni, abbiamo fatto un’ attività di brain storming nella quale ogni idea di riprogettazione dell’aula veniva scritta su un cartellone. Alla fine abbiamo creato nove gruppi di lavoro accumunati dalle nostre idee. Ogni gruppo si chiamava come un bisogno che avevano sentito all’ interno dell’ aula. In seguito ci siamo divisi nei corrispettivi gruppi e abbiamo prodotto una mappa e una poesia sul tema del nostro gruppo.

Intanto le prof.esse Vergerio e Buttazzo hanno ideato la realizzazione di un libro pop-up. Ogni gruppo avrebbe avuto a disposizione due pagine e le corrispettive alette per posizionare a sinistra un albero tridimensionale che raffigurava il nostro tema e la poesia fatta da noi, mentre, a destra, la mappa fatta da noi e dei fotomontaggi delle idee che ci accumunavano nel nostro gruppo. Il nostro libro si sarebbe chiamato “L’ albero delle necessità”.

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Qualche giorno dopo abbiamo girato un video mentre la prof.essa Buttazzo ha assemblato il libro che è stato inviato alla Triennale. Secondo me è uscito un bel lavoro che ha richiesto molto tempo e molte fatiche.

 

La relazione di ANDREA DAL PASSO, 2C1

A circa metà del primo quadrimestre ci viene proposta dalla professoressa una nuova attività di gruppo, in collaborazione con l’architetta nonché professoressa Buttazzo.
Iniziamo la prima parte del lavoro dividendoci a coppie e prima l’uno poi l’altro dovrà, guidato dal compagno, esplorare scuola e cortile con altre tecniche sensoriali. Sinceramente non ho molto capito la funzione di questo primo step, sebbene mi sia divertito moltissimo.
La seconda parte dell’ attività è molto facile e veloce ma personalmente mi è piaciuta lo stesso visto il mio amore per i questionari; le domande riguardavano in questo caso l’ ambiente scolastico e come ci trovavamo con il materiale a nostra disposizione.
A questo punto si inaugura la terza fase del nostro lavoro, una specie di brainstorming su tutto quello che ci viene in mente di inserire nella nostra classe ideale, dalle poltrone massaggianti alle case sugli alberi, decisamente lo step più creativo.
Siamo giunti all’ultima fase del lavoro la più lunga e laboriosa: qui abbiamo realizzato il prodotto finale del progetto, un libro pop-up contenente tutte le necessità di una scuola e le nostre proposte per soddisfarle.

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E’ stato un lavoro tutt’altro che semplice, in alcuni casi anche molto artistico, ma il risultato finale non lascia dubbi: abbinato al video di presentazione è un vero e proprio capolavoro. Non resta che spedire!

L’ALBERO DELLE NECESSITA’

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E questo è l’allestimento della mostra nell’atrio della Triennale!

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