Se fossi la mamma di Enaiatollah…

Qui troverete i nostri diari scritti pensando alle emozioni provate dalla mamma di Enaiatollah nel momento in cui ha dovuto lasciare il suo bambino a Quetta, sperando di offrirgli in questo modo un futuro migliore.

 

I DIARI DELLA MAMMA DI ENAIATOLLAH

Il diario della mamma secondo Filippo Marcello

Caro diario,

oggi ho lasciato mio figlio nell’albergo dove alloggiavamo insieme..
Non so se ce la farà perché è ancora piccolo. Sono dovuta andare via perché non potevo lasciare gli altri due figli là a Nava, in balia dei Talebani e dei Pashtun.
Ora sono su un camion e ti sto aggiornando di quello che è successo, sono un po’ scomoda e non so cosa fare quando arriverò a casa.
Devo pagare ancora i soldi che quelle persone mi chiedono e aver lasciato a casa da soli gli altri due miei figli mi preoccupa abbastanza.
Se tu fossi stato in me cosa avresti fatto?
Spero che avresti fatto la mia stessa scelta. Ora devo andare, sono arrivata e domani ti racconterò che cosa è successo, ciao.

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Il diario della mamma secondo Francesca Brusa

Caro diario,

sono sul mezzo che mi porterà lontano da Quetta. Ho deciso di portare Enajatollah lontano da Nava, perché lì la sua vita era in pericolo.
Ora sto tornando dalla mia famiglia, cioè, da chi è rimasto della mia famiglia.
Mi sento molto in ansia per il futuro di Enajatollah, ma so che è un ragazzo molto intelligente ed indipendente e se la saprà cavare. La mia paura riguarda anche le regole che gli ho dato prima di andarmene.Adesso sono sicura che le rispetti, ma in futuro non so.
Il panorama è davvero bellissimo e almeno mi fa un po’ distrarre da ciò che sta accadendo.
Spero tanto che mio figlio trovi un posto in cui star bene e che trovi degli amici ovunque sia diretto. Spero anche che riesca a fuggire dalla paura dai talebani, che lo terrorizzano da quando era piccolo.
Non posso non ricordare quando con suo fratello si nascondeva nella buca dell’orto per sfuggire ai pashtun.
A presto, caro diario.

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Il diario della mamma secondo Lorenzo Virga

Caro diario,

spero che mio figlio ascolti quello che gli ho detto prima di ripartire. Purtroppo ho dovuto lasciarlo da solo perché dovevo salvare gli altri due miei figli e portarli uno in Argentina e l’altro in Italia. Credo però che sarà difficile. Enaiatollah era il più piccolo della famiglia e dovrà lottare con tutte le sue forze e magari un giorno mi verrà a trovare.
Chissà come si sentirà quando non mi vedrà al Samavat e Kaka Rahim dovrà dargli la brutta notizia.
Purtroppo devo tornare dai miei figli e aiutarli.
A presto, diario

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Il diario della mamma secondo Rebecca Elia

Caro diario,
oggi è stata la giornata più triste della mia vita. Stamattina è stata l’ultima volta che ho visto Enayatollah.
Quando l’ho lasciato andare, per salvarlo da questa maledetta guerra, ero triste ma allo stesso tempo libera dalla mia paura, che lui potesse morire da un momento all’altro!
E’ tutto il giorno che mi chiedo cosa stia facendo, chi ha incontrato, se ha freddo, come sta…
Questi pensieri mi divorano la mente.
Come posso fare senza lui adesso? E’ il mio primo figlio! Solo le mamme possono capire che cosa significa perdere un figlio in questo modo!
Il problema è che io l’ho voluto fare e mi sento in colpa. Però se ci penso, io l’ho fatto per il suo bene, magari domani sarebbe morto e il mio dolore sarebbe stato il triplo di questo… Non so a che pensare…
Spero che riesca ad arrivare in Europa il più presto possibile, così potrà iniziare a studiare e farsi una vita normale come tutti i bambini della sua età, che non immaginano cosa significhi subire questa guerra, e le mamme Europee non si immaginano nemmeno cosa significhi lasciare un figlio solo per il mondo!
Io spero in un futuro solare per Enayatollah. Spero che un giorno possa avere una famiglia tutta sua!
E di me e dei miei figli che ne sarà?
Voglio solo che questa guerra finisca e che possa un giorno riabbracciare mio figlio. E’ l’unica cosa che desidero in questo momento!
E’ già tardi, non so se stanotte riuscirò a dormire.
Buonanotte, diario, buonanotte Enayatollah.

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Il diario della mamma secondo Umberto Balossino

Caro diario,

non è ancora l’alba e siamo già in viaggio sulla strada del ritorno per Nava. Il signore che mi accompagna è taciturno ma va bene così. Il cielo è pieno di stelle, sono le stesse che ha contato Enaiat durante il viaggio di andata. Povero Enaiat, ho il cuore che scoppia di dolore e gli occhi pieni di lacrime pensando che l’ho lasciato solo, mi sembra di averlo abbandonato.
Vorrei tornare indietro di corsa a riprenderlo e stringerlo al petto, ma non posso.
In Afghanistan la sua vita è in pericolo: la passerebbe come schiavo lavorando molte ore al giorno senza ricevere niente in cambio e potrebbe anche essere picchiato e torturato.
Ieri sera gli ho fatto promettere di non usare mai le armi, le droghe e di non rubare; spero si ricordi sempre di queste cose e diventi un ragazzo onesto, leale e sincero, in modo da essere apprezzato da tutti.
Un istante fa, mentre scrivevo è caduta una stella e ho espresso un desiderio, il desiderio più grande della mia vita: vorrei che l’ Afghanistan, che è un paese meraviglioso, uscisse da questa guerra, da questa povertà, da questa cattiveria, in modo che i miei figli possano crescere sereni e in pace.
E chissà forse un giorno potranno vivere di nuovo tutti e tre insieme.
Ciao Enaiat e buona fortuna.

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Il diario della mamma secondo Anna Bosso

Caro diario,

il futuro di mio figlio è ormai nelle mani del destino, chissà come si sentirà, adesso penserà che l’ho abbandonato.
Caro diario, chissà quante domande avrà per la testa e chissà se rispetterà le consegne che gli ho dato…vorrei che sapesse tutto, che conoscesse tutta la verità sul perché l’ho abbandonato….ma ora come ora è troppo lontano ed è impossibile dirglielo, quindi confiderò tutto a te: è l’unico modo per dargli una vita migliore, un lavoro e una famiglia che lo ami. Però sono sicura che dopo questa lunga guerra ci rincontreremo, io e i mie figli, e in quel momento mio marito sarà con noi, nei nostri cuori.
Grazie diario per aver ascoltato il dolore di una madre affranta.

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Il diario della mamma secondo Federico Povia

Caro diario,

i miei figli sono la cosa più bella che mi sia mai capitata in tutta la mia vita.
Enaiatollah mi manca più di qualsiasi altra cosa al mondo, quando l’ho lasciato da solo in quell’albergo non era consapevole di quello che gli sarebbe accaduto la mattina seguente.
Guardandolo in faccia per l’ultima volta ho capito che poteva diventare adulto e intraprendere un viaggio lungo e pericoloso in cerca di un luogo più sicuro e più accogliente della sua città natale.
Prima di salutarlo per l’ultima volta gli ho detto di non infrangere mai queste tre regole: non rubare, non drogarsi, non impugnare mai un’arma. Mio figlio è un ragazzino molto intelligente che non si ferma davanti a niente.
Se qualcuno leggerà questo diario, capirà quanto sia importante mio figlio e tutto il bene che gli voglio.
Ora dovrò prendermi cura dei tuoi fratelli, figlio mio, e portare anche loro in un posto sicuro, come ho fatto con te. Mi manca la tua presenza nelle cose semplici: qando ti vedevo giocare a Bazul Bazi con i tuoi amici ho capito che per te e per i tuoi fratelli non era finita e che ci poteva essere un nuovo capitolo nella vostra vita. Quindi non dovrete mai arrendervi davati a ogni tipo di problemi.

Ora devo andare diario, a presto

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