Nel mare ci sono i coccodrilli

Finalmente abbiamo finito di leggere “Nel mare ci sono i coccodrilli” di Fabio Geda e Enaiatollah Akbari. Un libro coinvolgente ed emozionante, che ci ha accompagnato da settembre a oggi tutti i mercoledì pomeriggio.

E’ arrivato il momento di lavorare su questa storia così eccezionale. Abbiamo in mente molte attività… Per iniziare ecco la nostre recensione, che spero vi invoglierà alla lettura di un libro che abbiamo amato molto.

libro

“Nel mare ci sono i cocodrilli”

di Fabio Geda ed Enaiatollah Akbari

Baldini & Castoldi

155 pagine

8,50 euro

IN VIAGGIO VERSO LA SALVEZZA

“… i pashtun sono venuti da mia madre, una sera, e hanno detto che se noi non avevamo soldi, al posto dei soldi avrebbero preso me e mio fratello, per farci andare con loro e usarci come schiavi…”

I talebani hanno il controllo dell’Afghanistan. L’etnia Azara è perseguitata e ridotta in schiavitù, non diversa la sorte di adulti e bambini. Una situazione tragica, che non conosciamo abbastanza, ma che ancora caratterizza questa e altri parti del mondo.

C’è solo un modo per uscire da questa tragedia: fuggire dal proprio paese per salvarsi e costruirsi una vita normale in  un posto migliore.

Grazie a Fabio Geda scopriamo che cosa accade nel lungo viaggio di chi dall’Asia fugge verso l’Europa, alla ricerca di una nuova casa. Il protagonista della storia è Enaiatollah, un bambino afghano di etnia Azara, che da solo compie uno straordinario viaggio attraverso due continenti.

Fabio Geda si è sentito in dovere di scrivere questa vicenda, realmente accaduta, dal momento che ha raccolto con coinvolgimento e passione il racconto di Enaiatollah alla fine delle sue avventure.

“Ecco, mi racconti di altre cose dell’Afghanistan, prima di continuare
Quali cose?
Di tua madre, o dei tuoi amici. Dei parenti. DI com’era fatto il tuo paese.
Non voglio parlare di loro, non voglio parlare nemmeno dei luoghi. Non sono importanti.
Perché?
I fatti, sono importanti. La storia, è importante. Quello che ti cambia la vita è cosa ti capita, non dove o con chi”

L’elemento più significativo del libro è sicuramente la personalità del protagonista. Enaiatollah non si arrende mai, guarda sempre avanti, affronta le difficoltà che trova sul suo cammino con forza e senza perdere la sua umanità e la sua ironia. E con ironia racconta a Fabio situazioni anche drammatiche e difficili.

“Khasta kofta significa stanco come una polpetta, perché quando le donne fanno le polpette, dalle nostre parti, le battono e le battono e le battono, per un tempo lungo, nell’incavo della mano. Ed era così che mi sentivo, come se un gigante mi avesse preso tra le mani per fare di me una polpetta”.

La storia del piccolo afghano risale ormai a qualche anno fa ma oggi la situazione non è molto diversa. Migliaia di persone, bambini compresi, ogni giorno sono costrette a lasciare il loro paese e ad affrontare viaggi pericolosi verso l’Europa. Quanti Enaiatollah ci sono ancora oggi nel mondo? E quanti vivono vicino a noi senza che noi lo sappiamo? Quanti sono forti e fortunati come Enaiatollah? Quanti invece non ce la fanno?

Nel mare ci sono i coccodrilli è un libro che oggi più che mai ci aiuta a conoscere le condizioni in cui vivono i migranti, a capire la loro sofferenza e la loro forza, a riflettere sul comportamento umano in situazioni estreme.

Leggere questo libro è come dialogare con lo scrittore e il protagonista della storia per questo ne consigliamo vivamente la lettura.

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Riflessioni di fine quadrimestre

Ciao a tutti,
oggi vi parleremo della riflessione di fine quadrimestre che abbiamo fatto in classe, durante la 31esima ora, venerdì 19 febbraio.

Premettiamo subito che la nostra classe ha una particolarità: le prof. di italiano e matermatica ci hanno dato la possibilità di avere, in alternativa al voto numerico, una valutazione dialogica. All’inizio dell’anno abbiamo cioè potuto scegliere se continuare ad avere il solito voto o, appunto, una valutazione dialogica.
Ma che cos’è questa valutazione dialogica? Beh, non è nient’altro che una comunicazione scritta in cui le prof. ci spiegano gli errori, se abbiamo raggiunto gli obbiettivi, nel caso, che cosa ce lo ha impedito e perché no? ogni tanto ci fanno anche qualche complimento e ci incoraggiano (se volete saperne di più potete leggere il blog della prof. Vergerio).

All’inizio dell’anno alcuni di noi hanno deciso di sperimentare la comunicazione con l’idea di verificarne la validità alla fine del primo quadrimestre. Il primo quadrimestre si è da poco concluso e quindi, come stabilito, abbiamo fatto la riflessione tutti insieme.

WP_20160223_12_44_09_ProSu dei post-it gialli abbiamo scritto una cosa positiva e una negativa sulla nostra scelta di valutazione, sia per la valutazione dialogica sia per il voto numerico, e poi ognuno ha letto ai compagni la propria riflessione. Inoltre sul retro del post-it ognuno ha disegnato una bilancia: su un piatto della bilancia abbiamo messo l’elemento positivo sull’altro quello negativo, rappresentando graficamente quale dei due elementi pesasse di più e quindi determinasse la scelta di proseguire con la valutazione precedente o cambiarla per il quadrimestre successivo.

Tutti i post-it sono stati attaccati su un cartellone. Ciò che maggiormente è piaciuto a chi aveva optato per la valutazione dialogica è stato uaver potuto uscire dalla logica del voto come elemento di competizione e avere avuto maggiori dettagli sugli errori e sul metodo di studio migliore da utilizzare. Chi invece ha preferito il voto numerico ha sottolineato l’importanza di sapere con precisione il livello della propria preparazione.

Alla fine della riflessione, tre di noi hanno deciso di modificare la loro scelta passando dalla comunicazione al voto numerico e uno dal voto numerico alla comunicazione.

L’ hacker della c2

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Siamo forse stati hackerati da Anonimus???

Da qualche tempo a questa parte abbiamo notato la presenza di alcuni articoli di provenienza sconosciuta.

Hater o Hacker? Forse un Winnie The Pooher al quale non è piaciuto l’uso improprio della sua canzoncina preferita? O Victoria Justice che non vuole comparire sul nostro blog?

Lo scopriremo nella prossima puntata di “Mistero in C2″… Nel frattempo diffidate delle parodie e di tutto ciò che vi sembra inadatto a un blog di classe.

 

 

Alice in Estonia

Dall’ 11 febbraio al 15 febbraio la nostra compagna Alice ha partecipato ai campionati europei di ginnastica estetica a Tartu in Estonia!

La ginnastica estetica è una disciplina simile alla ginnastica ritmica in cui non si usano gli attrezzi e si gareggia sempre in squadra. Le squadre devono essere composte da non meno di 6 atlete e non più di 9.

Alice  ha gareggiato nella squadra della Pro Vercelli, una squadra costituita da poco tempo ma che promette grandi cose per il futuro.

Siamo molto orgogliosi di averla come compagna di classe e le auguriamo un futuro da ginnasta!

Ecco l’ esercizio di Alice

e l’ intervista che le abbiamo fatto al suo ritorno dal blog della prof. Vergerio

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Giornata della memoria #2

Per la giornata della memoria, la nostra scuola ha organizzato di andare a vedere un film su questo argomento.
Alle 9.30 del mattino, dopo 1 ora e mezza circa di lezione, abbiamo preso le cose necessarie per il tragitto e ci siamo recati al cinema Italia, accompagnati dalla professoressa Cristiana Cau.
Dopo aver acquistato pop-corn, caramelle e bibite, siamo entrati in sala per l’inizio del film.
Il film che abbiamo visto si intitola “Il labirinto del silenzio”. La storia è ambientata nel periodo in cui finalmente la guerra era finita ma in Germania i nazisti erano ancora liberi e tutto taceva.
Un avvocato, insieme a dei colleghi e a due amici, riesce attraverso prove e testimoni a scoprire e denunciare tutto ciò che era successo anni prima ad Aushwitz e a far processare i criminali coinvolti nello sterminio.

Quando inizia a scoprire la verità, il protagonista si sente indignato per il suo popolo e gli sembra assurdo che nessuno voglia credere a ciò che è accaduto. In effetti però è costretto a constatare che i nazisti coinvolti in atrocità e assassini vivono una vita normale e tranquilla, in apparenza senza sensi di colpa. Quando riesce a far aprire il processo si sente fiero di sé e responsabile per l’esito del processo.

Questo film ci ha aiutato a capire quanto è stato brutto quello che è successo agli ebrei  e ci ha colpito molto l’esperienza di un uomo detenuto ad Aushwitz che ha raccontato la storia delle sue gemelle, vittime degli esperimenti del dottor Mengele.

Il giorno della memoria

Per celebrare il Giorno della memoria, lo scorso 26 Gennaio, i ragazzi della 3 D1ci hanno presentato il lavoro che avevano svolto riguardante Giorgio Perlasca.

Photo_of_Giorgio_PerlascaGiorgio Perlasca, nato a Como il 31 gennaio del 1910 e morto a Padova il 15 agosto 1992, nell’inverno del 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, fingendosi Console generale spagnolo, a Budapest salvò la vita di 5218 ebrei ungheresi, strappandoli alla deportazione nazista e alla morte e rischiando la propria vita.

Per il suo gesto è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni e un albero è stato piantato in suo onore nel Giardino dei Giusti di Gerusalemme.

I nostri compagni di terza, che hanno frequentato per tre mesi un laboratorio proprio sul tema dei Giusti fra le Nazioni, ci hanno fatto riflettere su questa storia così incredibile con un’attività didattica suddivisa in due momenti.

StelePerlascaYadVashemPer prima cosa ci hanno consegnato una scheda, su cui erano riportate una sintesi della vicenda e alcune domande che ci avrebbero aiutato a ragionare sulla scelta di Perlasca e in seguito ci hanno mostrato un video. Il video, tratto dallo sceneggiato Rai “Perlasca. Un eroe italiano”, si riferiva al momento preciso in cui Perlasca ha dovuto scegliere se restare a Budapest e aiutare gli ebrei, rischiando la propria vita, o se tornare sano a salvo in Italia.

Dopo aver letto la sintesi e visto lo spezzone del film, abbiamo discusso a partire da alcune domande: che cosa  pensi della scelta di Perlasca? Cosa avresti fatto al suo posto? Ciascuno di noi ha espresso la sua opinione in proposito: alcuni hanno affermato che al suo posto avrebbero cercato di fare la stessa cosa, altri, onestamente, hanno detto che non avrebbero mai il coraggio di fare una scelta tanto coraggiosa e che avrebbero scelto di non rischiare la vita e di tornare a casa.

Infine abbiamo scritto alla lavagna alcuni aggettivi per descrivere Perlasca e la sua azione.

Per completare il ostro piccolo percorso sulla Shoah, ci attende anche la visione del film “Il labirinto del silenzio”, diretto da Giulio Ricciarelli, girato nel 2014 in Germania, premiato agli Oscar 2016 come miglior film straniero.